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CONOSCERE
L'EURO n°1
Da ora
fino alla fine del 2001 tutti gli operatori economici, soprattutto
quelli a contatto con i consumatori, dovranno affrontare prontamente e
operativamente il problema del passaggio all'Euro per non rischiare
conseguenze negative per le proprie aziende.
In effetti le azioni da intraprendere, i problemi da considerare, i
rischi da scongiurare e le opportunità da cogliere non mancano.
Per preparare l'introduzione dell'Euro occorre fare i conti con numerose
questioni: prezzi, approvvigionamento delle banconote, adeguamento degli
strumenti, (registratori, bilance ecc) listini arrotondamenti ecc. Sono
queste questioni che richiedono tempo e organizzazione.
Ma l'introduzione dell'Euro è un avvenimento epocale, di quelli che
rimarranno nella storia; dobbiamo impegnarci a farlo vivere alle imprese
senza scossoni e con fiducia ed è questo in sintesi il senso di una
iniziativa che ha per scopo l'adozione con successo dell'Euro.
La nuova moneta raggiungerà 300 milioni di cittadini e pertanto occorre
avere la consapevolezza che gli esercizi dovranno impegnarsi per rendere
fruibile l'Euro per la propria clientela.
Con questa piccola ma riteniamo importante iniziativa l'A.N.V.A
Confesercenti ritiene di dare un contributo alla conoscenza dei problemi
e la giusta informazione per la loro soluzione immediata; L'A.N.V.A.
CONFESERCENTI è e rimarrà al fianco di tutti gli operatori con lo
scopo di assisterli in questa fase di transizione fornendo informazione,
formazione strumenti operativi,assistenza tecnica opportunità
finanziarie e quant'altro necessario alle nostre aziende.
Adeguamento
immediato dei prezzi alla nuova scala valori
Il
passaggio all'Euro comporterà inevitabilmente degli aggiustamenti al
rialzo o al ribasso dei prezzi affinché il prezzo finale sia congruo
per il consumatore. Ad esempio la conversione di un prodotto che oggi
viene venduto a £ 17.500 determina un prezzo di € 9,04. Evidentemente
l'operatore con ogni probabilità troverà più conveniente vendere al
pubblico lo stesso prodotto a € 9,00 piuttosto che a € 9,04
(realizzando in questo caso un ribasso). L'assestamento dei prezzi
diventerà perciò un fenomeno inevitabile che, se gestito con
correttezza e trasparenza, non avrà ripercussioni sul consumatore.
Tuttavia tali operazioni devono realizzarsi in questi mesi per abituare
la clientela ai nuovi valori e non concentrarsi nella fase finale del
periodo di transizione per non creare ancora più confusione e
disorientamento nel consumatore che teme molto il passaggio all'Euro
come occasione per un aumento ingiustificato dei prezzi.
Doppia
indicazione dei prezzi
L'adeguamento
dei prezzi in Euro deve evidentemente essere anche comunicato al
pubblico per cui l'operatore deve da subito impegnarsi pubblicizzare i
prezzi della merce o dei servizi offerti sia il Lire che in Euro curando
una maggiore visibilità dell'indicazione in Euro.
Prenotazione
del contante in Euro
Fin dal
1° gennaio 2002 gli esercenti, nei limiti del possibile, dovranno
essere in grado di dare i resti in Euro. Non si tratta di un obbligo ma
di un'indicazione, al fine di evitare il rischio di trovarsi agli inizi
di gennaio 2002 sforniti del contante necessario. Possono da subito
essere prenotati presso gli sportelli bancari o gli uffici postali kit
di banconote e monete in Euro. Da ottobre saranno disponibili i kit di
monete per le imprese (del valore di 315 €) e per i consumatori (del
valore di 12,91 €) mentre le banconote saranno disponibili da
dicembre; gli operatori commerciali dovranno sottoscrivere un apposito
impegno a non far circolare la nuova valuta prima del 1° gennaio 2002.
Adeguamento
degli strumenti di pagamento
L'operatore
deve da subito mettersi in condizione di accettare pagamenti in Euro
soprattutto con POS e carte di credito. Occorre quindi contattare la
propria banca per le modifiche necessarie.
Adeguamento
dei registratori di cassa
Secondo
le prime stime finora solo una percentuale molto bassa degli esercizi
commerciali ha provveduto ad adeguare il proprio registratore di cassa
all'Euro. In altri termini già ora c'è il rischio reale di non essere
preparati ad emettere scontrini in Euro dall'1.1.2002. Si tratta
pertanto di mettersi immediatamente in contatto col proprio fornitore
per le necessarie verifiche.
Verifica
degli adempimenti amministrativi
L'adeguamento
della propria azienda alla nuova moneta implica delle trasformazione e
degli aggiornamenti di carattere informatico amministrativo, legale e
contabile. Generalmente tali modifiche sono curate non direttamente
dall'imprenditore ma da terzi (Associazioni, consulenti). In questo
contesto è importante che l'operatore abbia un quadro completo delle
"criticità" e si assicuri dai conseguenti rischi individuando
degli interlocutori fidati che assicurino gli aggiornamenti necessari
entro il 31 dicembre 2001.
www.infoeuro.it
CONOSCERE
L'EURO n°2
Adempimenti
per l'euro
L'arrivo
dell'euro comporta per gli operatori economici una serie di adempimenti,
che sono in parte obbligatori ed in parte facoltativi.
Le
iniziative da effettuare obbligatoriamente entro il 1/1/2002 sono:
1) il passaggio all'euro della contabilità, come richiesto dall'art. 16
del D.Lgs 213/98;
2) il passaggio all'euro del sistema amministrativo: fatture, stipendi,
dichiarazioni fiscali, bilanci relativi al 2002 devono essere
necessariamente in euro, pena la loro nullità (ma ciò che è relativo
al 2001 può essere in lire);
3) la ridenominazione in euro del capitale sociale delle società di
capitali (es. Spa, Srl, Cooperative), come previsto dall'art. 17 del
D.Lgs 213/98;
4) la definizione in euro dei prezzi e degli importi nei nuovi documenti
con valore legale (contratti, assegni, cambiali, atti amministrativi,
fatture, ecc.) emessi dal 1/1/2002, in conseguenza della cessazione del
valore legale della lira il 31/12/2001 (art. 2, 3, 5, 6, Reg. Ce
974/98);
5) la quantificazione in euro di tutti gli importi contenuti nei
documenti legali vigenti il 1/1/2002, per consentire la loro attuazione
(art. 14, Reg. Ce 974/98), fermo restando che tali documenti rimangono
validi (es. condizioni, tassi, prezzi), come ribadito dall'art. 3 del
Reg. Ce 1103/97;
6) l'adeguamento dei sistemi informatici (es. software che accetti
importi espressi in decimali, tastiere che prevedano il simbolo
dell'euro) e degli apparecchi (es. casse, bilance, Pos, scanners,
macchine self-service) per consentire l'uso dell'euro;
7) l'aggiornamento della gestione della tesoreria.
Fra le
iniziative opzionali da effettuare entro il 1/1/2002 vi sono:
1) la doppia indicazione dei prezzi (in lire ed euro) durante il periodo
transitorio (1/1/99-31/12/2001), ed eventuale sottoscrizione
dell'iniziativa Eurologo (per i punti vendita) presso le Camere di
commercio o le Associazioni di categoria;
2) l'adeguamento del marketing (es. politica di prezzo, adeguamento
eventuale delle confezioni, informazioni sull'euro alla clientela,
rinnovo della pubblicità);
3) la formazione del personale sull'euro;
4) l'aggiornamento delle strategie finanziarie (es. contatti con nuovi
istituti finanziari per la ricerca di condizioni di finanziamento
migliori, nuove valutazioni sull'equilibrio tra capitale proprio e
capitale di credito).
Prezzi
I prezzi
devono essere espressi necessariamente in euro dal 1° gennaio 2002.
L'eventuale indicazione parallela dei prezzi in lire non ha nessun
valore, anche se la legge non lo vieta.
Va detto che il dual pricing sarebbe stato utile durante il periodo
transitorio (ossia fino al 31/12/2001), in cui entrambe le valute hanno
corso legale (l'euro come valuta nazionale, e le lire come suddivisione
legale dell'euro). Occorre invece segnalare che nel 2002 (a differenza
del 2001) non vi sono più due valute, entrambe utilizzabili, ma una
sola, ossia l'euro. Pertanto, l'utilizzo delle lire nel 2002 potrebbe
essere fuorviante, e creare confusione, piuttosto che essere di
utilità.
Un problema delicato è la decisione sui nuovi prezzi in euro come
mostra l'esempio 5.
Informazione
alla clientela
I clienti
vanno informati sull'euro per evitare una loro incertezza, che si può
riverberare sugli acquisti.
Il principale obiettivo della campagna di informazione deve essere
aiutare i consumatori a capire i nuovi prezzi in euro, e in secondo
luogo a ricordare le regole da seguire (es. tasso 1936,27,
arrotondamento al cent, assegni solo in euro dal 2002). Altri argomenti
di informazione possono essere le date del passaggio all'euro, le
caratteristiche dei contanti, in euro, ecc..
Cartelli, opuscoli e il colloquio diretto sono gli strumenti da
privilegiare per l'informazione dei clienti. Omaggi simpatici potrebbero
essere tavole di conversione e calcolatrici.
Particolare attenzione va dedicata a quei consumatori che, per le loro
caratteristiche (es. anziani, basso reddito), possono avere maggiori
difficoltà nell'assimilare la nuova moneta nella vita quotidiana, non
avendo mai viaggiato (o vissuto) all'estero (e quindi usata una diversa
valuta).
Resti
La
gestione dei resti nel periodo della doppia circolazione (1/1/2002 -
28/2/2002) può avvenire in diversi modi:
1) dare i resti esclusivamente in euro: tale soluzione è molto
probabilmente gradita ai clienti, che non si devono poi preoccupare di
liberarsi dei contanti in lire (magari andando in banca con perdite di
tempo). Al tempo stesso per il punto vendita si semplificano le
operazioni di resto, essendo espresso tutto in un'unica valuta, ma vi è
lo svantaggio di doversi recare frequentemente in banca a cambiare il
contante da lire a euro, oppure di accrescere il fondo cassa;
2) dare i resti sia in lire che in euro, a seconda del tipo di contante
(se lira o euro) consegnato dai clienti: con questo approccio si
potrebbero soddisfare quei clienti che intendono evitare le
problematiche insite nelle conversioni (in particolare i dubbi sulla
correttezza nella quantificazione del resto), ma al tempo stesso, oltre
alle complicazioni dell'uso integrale di due valute, per il punto
vendita vi sono gli aggravi derivanti dalla necessità di maggiori
quantitativi di circolante;
3) dare i resti sia in lire che in euro a seconda della disponibilità
del contante in cassa: questa impostazione risolve per il punto vendita
i problemi della predisposizione di adeguati quantitativi di contante, e
riduce il capitale circolante necessario per l'attività di vendita, ma
evidentemente può creare problemi operativi sia alla clientela che agli
addetti alla cassa;
4) dare i resti in lire fino ad esaurimento delle scorte di contante in
questa valuta: anche in questo caso la soluzione potrebbe non essere
gradita ai clienti, sebbene possa semplificare la gestione del
circolante per il punto vendita, anche sotto il profilo della necessità
di contanti.
CONOSCERE
L'EURO n°3
Strumentazioni
Uno degli
adempimenti più costosi e impegnativi è l'adeguamento delle
strumentazioni utilizzate nelle attività commerciali che vanno
predisposti per funzionare in euro obbligatoriamente dal 1/1/2002.
L'adeguamento
a cui ci si riferisce concerne i registratori di cassa per display e
scontrini in euro, le bilance per la prezzatura dei prodotti, i Pos per
l'accettazione dei pagamenti in euro, le macchine self-service come i
distributori automatici per l'accettazione delle nuove monete e
banconote in euro, gli scanners per la lettura dei prezzi, le macchine
conta-denaro che devono essere adeguate alle nuove monete e banconote,
le macchinette marca-prezzo per la stampa dei valori in euro, nonché i
computer e i connessi software per la gestione degli importi in euro.
Registratori
di cassa
Questi
apparecchi devono subire una serie di modifiche:
1)
predisporre tastiere che consentano di battere importi con decimali (es.
tasto della virgola, tasto del tipo ",00");
2)
adeguare i display, che devono esporre importi in euro dal 1/1/2002;
3)
predisporre per il periodo di doppia circolazione (1/1/2002-28/2/2002)
doppi cassetti o soluzioni alternative per contenere banconote e monete
sia in euro che in lire;
4)
predisporre per il 1/3/2002 nuovi cassetti in grado di contenere i tagli
in euro 7 banconote e 8 monete, visto che i contanti in lire hanno un
numero diverso di tagli 6 banconote e 5 monete.
Se
l'apparecchio è costruito prima del 1995 va sostituito, altrimenti va
fatto un intervento di manutenzione che costa circa 400.000 lire. Ma
occorre prenotarlo in anticipo chiamando l'assistenza.
Guai se
il registratore di cassa non funzionasse in euro dal 1/1/2002 sono
possibili sanzioni.
Computer
L'adeguamento
dell'hardware riguarda principalmente 2 aspetti:
1) la
possibilità di visualizzare sullo schermo il simbolo dell'euro (€);
2) la
possibilità di stampare il simbolo dell'euro (€).
L'utilizzo
del simbolo non è indispensabile, in quanto la circolare del Ministero
delle finanze 291/E del 23/12/98 consente di rappresentare l'euro in diversi
modi, euro; EURO; Eur; EUR; €.
Se
comunque si ritenesse opportuno consentire l'utilizzo del simbolo euro,
gli interventi riguardano:
1)
tastiera: se è stata prodotta prima del 1999 non contiene il simbolo
dell'euro (€), e allora bisogna verificare con il fornitore se è
possibile (inserendo un programma che aggiorna il sistema operativo)
consentire la visualizzazione del simbolo, premendo degli appositi tasti
già presenti nella tastiera. In generale per far apparire il simbolo
dell'euro occorre premere i tasti Alt Gr ed E;
2)
stampante: potrebbe risultare necessario aggiornare il software della
stampante per adeguare i font di stampa, così da consentire la stampa
del simbolo dell'euro.
L'adeguamento
del software deve innanzitutto recepire le norme di legge (es. gestire
gli importi con due decimali, arrotondarli se i calcoli danno per
risultato un numero con molti decimali).
Un altro
intervento consiste nella modifica del campo importo, che deve tenere
distinti gli spazi per le unità e per i decimali. In questo quadro è
opportuno fare in modo che venga imputato automaticamente il
",00" nel caso in cui l'operatore non lo digitasse dopo un
importo contenente solo unità di euro, questa procedura consentirebbe
all'operatore di verificare che l'importo digitato è quello voluto,
ossia che non si è dimenticato di digitare la virgola.
Infine,
il software dovrebbe facilitare il passaggio all'euro dei vari settori
aziendali (es. la contabilità, realizzando le procedure indicate in
quella sede).
CONOSCERE
L'EURO n°4
Fatture
Le
fatture emesse dal 1/1/2002 devono essere in euro. Le regole sono:
1) gli importi che rappresentano l'imponibile, l'imposta, le ritenute e
il totale devono contenere due decimali se l'importo in fattura non
contiene i cent, bisogna aggiungere il ",00";
2) le imposte vanno arrotondate al cent.;
3) i prezzi unitari vanno arrotondati con 5 decimali se il prezzo
originario in lire contenuto in un contratto era fra 0 e 9 lire, 4
decimali se fra 10-99 lire, 3 decimali se fra 100 e 999 lire;
Alcuni consigli sono:
1) fare attenzione alla data della fattura es. per capire se l'euro è
d'obbligo;
2) fare attenzione alla quantificazione degli importi in euro es. regole
di conversione, arrotondamenti;
3) fare attenzione alla gestione degli scarti es. l'I.v.a. arrotondata
al cent. potrebbe non rappresentare più esattamente l'aliquota, per cui
il software potrebbe bloccare la stampa della fattura.
Bilanci
Le regole
per i bilanci sono:
1) i bilanci e gli altri documenti contabili obbligatori a rilevanza
esterna (es. bilancio consolidato, semestrale) relativi agli anni 1999,
2000, e 2001 possono essere in lire o in euro (comma 2), ma:
a) il bilancio può essere redatto in euro solo se la contabilità è in
euro
b) il bilancio non può essere in lire se quello precedente era in euro;
2) è possibile redigere il bilancio (relativo agli anni 1999-2001) sia
in lire che in euro indipendentemente dalla valuta usata come moneta di
conto;
3) i bilanci relativi al 2002 e agli anni successivi devono essere in
euro pena la loro nullità;
4) gli importi contenuti in bilancio vanno arrotondati all'unità di
euro: se l'importo comprende 50 o più cent. bisogna arrotondare per
eccesso;
5) gli importi contenuti nella nota integrativa e nel bilancio
consolidato possono essere redatti in migliaia di euro;
6) i dati contenuti in bilancio riferiti agli anni passati (anche quelli
precedenti al 1999) vanno tradotti in euro utilizzando il tasso di
cambio ufficiale di 1.936,27
Tasse
Gli
obblighi tributari vanno effettuati in euro nelle seguenti circostanze:
1) dichiarazioni fiscali durante il periodo transitorio (anni fiscali
1999, 2000 e 2001): in lire o in euro a scelta del contribuente.
A questa libertà di scelta vi sono due limiti:
a) se i contribuenti presentano un bilancio in euro allora la
dichiarazione va espressa in euro;
b) se i contribuenti presentano una dichiarazione fiscale in euro tutte
le dichiarazioni riferite a periodi successivi vanno fatte in euro;
2)
pagamenti durante il periodo transitorio: questi possono avvenire in
euro a scelta del contribuente, indipendentemente dalla moneta
utilizzata nella corrispondente dichiarazione fiscale;
3) dichiarazioni nel 2002: tutte le dichiarazioni devono essere in euro
salvo quelle che si riferiscono al 2001; va detto che questa
impostazione è in discussione presso il Ministero delle finanze, che
sembra orientato a rendere obbligatoria la redazione in uro di qualsiasi
dichiarazione presentata nel 2002;
4) pagamenti nel 2002: tutti i pagamenti dovuti per obblighi tributari,
anche se quantificati ancora in lire nelle dichiarazioni, devono
avvenire in uro (ma dal 1/1/2002 al 28/2/2002 è materialmente possibile
pagare con contanti in lire, sebbene in tale circostanza la modulistica
per il pagamento indicherà comunque l'importo in euro, equivalente alla
cifra pagata con i contanti in lire);
5) dichiarazioni e pagamenti dal 2003 in poi: tutti esclusivamente in
euro. A questo riguardo si ricorda che sia nel modello Unico che nei
modelli per il pagamento delle imposte gli importi vanno espressi in
unità di euro cioè senza centesimi, per cui occorre effettuare un
arrotondamento per eccesso se l'importo contiene 50 o più centesimi
(es. 1,50 € diventa 2 €).
Contratti
La
gestione dei contratti in lire, ancora validi nel 2002, deve seguire le
seguenti regole:
1) l'introduzione dell'euro non modifica il contenuto dei contratti, né
ne fa cessare la validità ;
2) l'introduzione dell'euro comporta la necessità di riquantificare in
euro tutti gli importi nei contratti espressi in lire; ne consegue che
occorre armarsi di calcolatrice, e fare le operazioni di conversione
dividendo l'importo in lire per 1936,27 e arrotondando al cent., tranne
se prezzi unitari;
3) l'introduzione dell'euro non comporta la necessità di riscrivere i
nuovi valori in euro sui contratti; non bisogna dunque prendere il
bianchetto e cancellare i vecchi importi in lire per riscriverci sopra
quelli nuovi in euro. L'unica cosa da fare resta dunque quella di
conservarsi i nuovi valori in euro da qualche parte (fogli di carta da
allegare alla cartellina contenente il contratto, file del computer);
4) non è necessario informare la controparte, anche se è opportuno
farlo;
5) dal 1/1/2002 è obbligatorio quantificare in euro tutti gli importi
contenuti nei nuovi contratti altrimenti il contratto è nullo.
CONOSCERE
L'EURO n°5
Conti in
banca e alle Poste
I conti
correnti e i conti postali vengono automaticamente ridenominati in euro
la notte del 31 dicembre 2001 a cura delle banche e delle Poste, senza
alcuna necessità di intervento da parte del correntista.
Potrebbe succedere però che negli ultimi mesi del 2001 i correntisti
siano sollecitati dalle banche e dalle Poste ad anticipare la
conversione del c/c in euro, ma spetta al correntista decidere.
E' da suggerire, a titolo puramente precauzionale, tenuto conto
dell'elevato numero di conversioni che verranno effettuate a fine anno,
la stampa del saldo in lire del c/c prima di fine anno, così da avere
una pezza di appoggio per verificare a inizio anno che il nuovo saldo
del c/c in euro corrisponde a quello in lire (moltiplicato ovviamente
per 1936,27).
Titoli e
libretti di risparmio
Anche in
questo caso il detentore di titoli e libretti di risparmio non deve fare
nulla in occasione della scadenza del 31 dicembre 2001.
Va infatti ricordato che i titoli quotati (es. titoli di Stato, azioni,
obbligazioni, derivati) sono tutti espressi in euro già dal 1/1/99, per
cui non vi è nessun cambiamento, salvo qualche novità:
1) il saldo del conto titoli sarà solo in euro e non più in euro e in
lire;
2) gli ordini vanno fatti esclusivamente in euro non più anche in lire.
I libretti continuano a essere validi nel 2002 anche con gli importi in
lire. Succederà solo che alla prima occasione in cui ci si reca allo
sportello bancario/postale per fare un'operazione sul libretto, il
cassiere provvederà a riquantificare in euro il saldo, e lo registrerà
sul libretto stesso.
Contanti
La
circolazione dei contanti in euro comincia il 1° gennaio 2002, ma gli
operatori economici possono acquistare a dicembre 2001 delle scatole (starter-kit) contenenti 960 monete in euro pari a 315 € ca. 610.000
lire, e mazzette di 25 banconote da 5 € pari a 125 € ca. 242.000
lire. Dal 1/1/2002 i contanti in euro possono essere ottenuti dallo
sportello bancario e postale, dai Bancomat e Postamat (in genere
banconote da 10 € e 50 €), e dai punti vendita. La restituzione del
contante in lire (1/1/2002 - 28/2/2002) può svolgersi in diversi modi:
1) recandosi in banca/Poste per accreditare i contanti in lire sul
proprio conto, o cambiandoli con i contanti in euro; in tale ultimo caso
il cambio è gratuito quando:
a) l'importo giornaliero non supera 1 milione di lire, se si è clienti
della banca/ufficio postale;
b) si dà un avviso alla banca/Poste almeno un giorno prima, se si
intende superare quel limite;
c) l'importo giornaliero non supera le 500.000 lire, se non si è
clienti della banca/Poste.
2) spendendo i contanti in lire per acquisti durante il periodo della
doppia circolazione.
Dal 1/3/2002 i contanti in lire possono essere cambiati in euro solo
presso le filiali della Banca d'Italia, fino al 28/2/2012 .
Alcuni
suggerimenti sono:
1) arrivare a fine 2001 con pochi contanti in lire (es. depositandoli
sul proprio conto);
2) ritirare una banconota per ogni taglio per studiarle ed imparare a
riconoscerle;
3) prestare attenzione alla sicurezza del trasporto dei contanti;
4) preavvertire la propria banca se si intende prelevare elevati importi
di contanti in euro;
5) fare attenzione ai valori reali dei contanti in euro (es. banconota
da 500 € = ca. 1 milione di lire).
Assegni
i
pagamenti in euro con assegno sono possibili dal 1/1/99 utilizzando un
apposito libretto che si può ritirare dagli sportelli bancari senza
nessuna formalità, ed indipendentemente dalla denominazione del proprio
conto corrente. In altre parole, pur avendo, per esempio, il conto
corrente in lire, si può pagare con un assegno in euro un determinato
bene o servizio, il cui prezzo è espresso in lire.
Dal 1/1/2002 è invece obbligatorio usare gli assegni in euro, e bisogna
ricordare che non si possono emettere assegni in euro con il libretto
degli assegni in lire occorre ritirare quello in euro dal proprio
sportello bancario.
Eventuali assegni in lire, recanti una data qualsiasi del 2002, non
possono essere incassati, in quanto sono nulli. Bisogna quindi fare
attenzione agli assegni post-datati recanti una data del 2002: se sono
in lire il beneficiario non potrà incassarli. Se per forza si deve fare
un assegno post-datato che come è noto è illegale, va fatto in euro,
se la data iscritta nell'assegno ricade nel 2002.
Al contrario, se nei primi giorni del 2002 si fosse sprovvisti del
libretto degli assegni in euro, si possono ancora emettere assegni in
lire, purché l'assegno rechi una data del 2001 anche il 31/12/2001.
La compilazione degli assegni in euro presenta alcune novità rispetto
agli assegni in lire, a causa della presenza dei centesimi di cui la
lira è sprovvista:
1) nel campo dove si scrive l'importo in cifre, in alto a destra, gli
ultimi due spazi sono destinati ai centesimi, per cui se l'importo in
euro non contiene centesimi, bisogna scrivere due volte zero, per
indicare che l'importo è intero ossia non presenta decimali;
2) nel campo dove si scrive l'importo in lettere, al centro dell'assegno
occorre scrivere la parte dell'importo relativa ai centesimi di euro in
cifre mentre la parte dell'importo relativa alle unità di euro va
naturalmente scritta in lettere.
ESEMPIO
1° caso:
assegno di importo di 1.227 €;
Campo importo in cifre: 1.227,00;
Campo importo in lettere:
Milleduecentoventisette/00. |
2° caso: assegno di importo di
1.227,27 €;
Campo importo in cifre: 1.227,27;
Campo importo in lettere:
Milleduecentoventisette/27 oppure
Milleduecentoventisette e ventisette |
CONOSCERE
L'EURO n°6
Pagamenti:
Per i
pagamenti valgono delle regole tanto semplici quanto inderogabili:
1) fino al 31 dicembre 2001 è possibile pagare in lire o in euro. La
scelta della valuta di pagamento spetta al debitore, se questo effettua
il pagamento mediante bonifico bancario (o assegno circolare), ossia con
un sistema di accredito sul conto del creditore. Altrimenti per usare
l'euro nei pagamenti occorre l'accordo delle parti, in quanto la regola
generale vuole che se un contratto è in lire, esso vada eseguito in
linea di massima in lire;
2) dal 1/1/2002 non è più possibile effettuare pagamenti scritturali
in lire, ossia emettere assegni in lire, fare bonifici in lire,
accettare pagamenti in lire con carte di credito e pagobancomat.
L'eventuale emissione di assegni in lire, o la compilazione di modelli
per i bonifici con importi espressi in lire, non producono alcun
effetto, ossia non si incassano i soldi indicati nell'assegno, né si
riesce a trasmettere il denaro indicato nel modello del bonifico;
3) i pagamenti in contanti si possono effettuare nei primi due mesi del
2002 sia con le banconote e monete in euro, sia con le banconote e
monete in lire. Nessuno può rifiutare il pagamento con i contanti in
lire fino al 28 febbraio 2002;
4) dal 1/3/2002 qualsiasi forma di pagamento, compresi i contanti, deve
avvenire esclusivamente in euro.
Bonifici
Per i
bonifici bancari si possono fare le stesse considerazioni che sono state
fatte per l'assegno.
In questo caso però, durante il periodo transitorio, non è
necessariamente prevista una modulistica specifica per i bonifici da
effettuare in euro, potendo essere utilizzato anche il modulo ordinario,
purché si abbia l'accortezza di indicare gli importi in euro nelle
apposite caselle, oppure di esplicitare che gli importi sono espressi in
euro (es. facendo seguire il simbolo dell'euro o il nome della nuova
valuta europea dopo l'importo).
Naturalmente, dopo la fine del periodo transitorio, anche la modulistica
dei bonifici verrà modificata per tenere conto del fatto che gli
importi sono esprimibili solo in euro.
Carte di
credito e Bancomat
Le carte
di credito e di pagamento (bancomat) continuano ad essere valide, e non
c'è bisogno di sostituirle, né di rinnovare il contratto sottostante.
Pertanto le commissioni previste dal contratto per l'uso della carta di
credito continuano ad essere vigenti nell'importo risultante dalla
conversione in lire. Anche il limite di spesa per l'uso della carte di
credito viene tradotto in euro e arrotondato al cent (es. un limite di
spesa di 5 milioni di lire diventa 2.582,28 €).
Per utilizzare le carte di credito e i bancomat per gli acquisti
occorrerà però che il Pos situato presso il venditore sia stato
adattato al funzionamento in euro (è compito dell'esercente provvedere,
chiamando l'assistenza).
Per quanto riguarda il ritiro di contanti attraverso gli sportelli
bancomat, si ricorda che essi forniranno inizialmente solo banconote da
10 € e 50 € (e in qualche caso da 10 € e 20 €). |