Comunicato Stampa
Assemblea dell'Anva-Confesercenti (ambulantato) a Cesena: "Mercatini
canale preferito per gli acquisti da 5 milioni di italiani e con un
indice di gradimento "altissimo" anche nelle fasi di crisi. Forte
crescita dei titolari stranieri. Allarme abusivismo, sono in 30 mila"
Si tiene
oggi a Cesena l'Assemblea Annuale dell'Anva-Confesercenti (ambulantato)
che compie 60 anni ed è fra i soci fondatori della Confesercenti. "Il
mercato ha fatto strada" è il titolo della Assemblea Annuale i cui
lavori saranno conclusi da Marco Venturi, Presidente della Confesercenti.
E' prevista anche la presentazione di una ricerca sul settore, una vera
e propria radiografia dell'ambulantato e della sua diffusione.
Nella ricerca si sottolinea che quello dell'ambulantato è un settore
ampio e articolato, diffuso in migliaia di strade e piazze della
penisola: 162.269 imprese attive al 30 giugno 2008. Le attività a
posteggio fisso sfiorano le 100 mila unità.
Il commercio su strada occupa 226 mila addetti, per i tre quarti
titolari. Crescono inoltre, nel settore, le imprese con titolare di
nazionalità straniera: uno su quattro è straniero. Nelle attività a
posteggio fisso i titolari stranieri sono l'8,1% ma erano solo il 4,9%
nel 2001.
Il commercio su aree pubbliche è parte integrante del commercio al
dettaglio: nel settore alimentare ogni 4 negozi in sede fissa ce n'è uno
ambulante; nell'abbigliamento il rapporto è di 1 banco dell'ambulantato
ogni 2,6 negozi in sede fissa. Il giro d'affari supera i 25 miliardi di
euro. Tremila i mercati aperti ogni giorno e 10 mila quelli settimanali.
Oltre 4 milioni i metri quadri di superficie disponibili ogni giorno.
Sui banchi degli ambulanti grava però una pesante ombra: oltre 30.000
abusivi che, vendendo per lo più merce griffata contraffatta, sviluppano
un volume d'affari annuo stimato in 1 miliardo di euro.
I mercati hanno affrontato e sopportato la difficile congiuntura
economica e la concorrenza della grande distribuzione o dei discount
perché sono i consumatori a sceglierla. L'indagine sul gradimento dei
mercati da parte degli italiani ha evidenziato che il 77% li frequenta e
il 68% li apprezza. Per oltre 5 milioni di italiani sono addirittura il
canale preferito per i propri acquisti.
I motivi di questa preferenza sono, in ordine di importanza, la
convenienza, l'atmosfera, la confrontabilità tra i prezzi e la
possibilità di trovare cose che altrove non si trovano.
In sostanza nei mercati il consumatore è/si sente "sovrano".
Tra i prodotti più acquistati l'ortofrutta e l'abbigliamento, ma anche
altri prodotti alimentari come carne, dolci e formaggi, libri, tessuti,
bigiotteria, antiquariato e mobili, prodotti tecnologici, giocattoli.
La lunga fase di stagnazione dei consumi ha colpito l'ambulantato molto
meno di altri settori grazie alla capacità delle imprese di
differenziare la propria attività (molti ambulanti lavorano sia in sede
fissa che itinerante), di spostarsi dove le occasioni di mercato sono
buone (località turistiche, vie commerciali, ecc.), di garantire ai
consumatori quello che cercano, oggi in particolare: convenienza,
confrontabilità e assortimento. Il risultato e' un incremento continuo
del numero di coloro che per gli acquisti hanno scelto il mercato.
"Per il futuro - secondo l'Anva Confesercenti - la sfida dei mercati
dovrà essere quella di combinare tradizione e rinnovamento.
Ed i mercati italiani mostrano di avere le risorse e le energie per
cogliere la sfida lanciata dalla grande distribuzione. Si tratta di
risorse oggettive, legate alla effettiva convenienza economica ed alla
vasta scelta, e simboliche, legate all'immagine di calore, autenticità e
genuinità associata ai mercati. La loro esistenza è infatti percepita
come un elemento capace di cementare un caldo senso di appartenenza.
In un quadro sociale percepito come sempre più frammentato e incerto, i
mercati contribuiscono allora a costruire e solidificare capitale e
legame sociale. In questo senso, la loro forza sembra essere
immateriale: gli italiani apprezzano l"anima" dei mercati, il loro
essere spazio di socializzazione, di incontri e d'interazioni tra
persone. Questo essere arena aperta, spazio d'incontro e confronto,
finisce con l'avere delle ricadute anche sulle prospettive commerciali,
visto che la maggioranza relativa dei clienti sostiene di frequentare i
mercati a causa dei prezzi più bassi.
Vi è però l'urgenza di valorizzare l'immagine commerciale dei mercati,
imperniata attorno al tema della competitività dei prezzi, affinché la
percezione dei mercati ambulanti non risulti troppo tradizionalistica,
correndo il rischio di venire unicamente associata ad un'immagine
culturale di "pittoresco" e "caratteristico", lasciando quindi il
monopolio del "commerciale" a supermercati, ipermercati e discount".
Nel corso del suo intervento Marco Venturi, Presidente della
Confesercenti ha ripreso il nodo dell’abusivismo: “Questo settore è il
più colpito da questo fenomeno che pure attraversa le varie attività
economiche. Per l’ambulantato è una vera e propria piaga che va
affrontata con estrema decisione. Chiediamo allora a governo ed autorità
locali di impegnarsi in una battaglia senza tregua per ridurre e poi
stroncare l’abusivismo”.
Roma, 26
settembre 2008 |